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POLITICA

Psc non approvato nei termini, D'Ippolito chiede l'alt all'azione della commissione straordinaria

Secondo il pentastellato non ci sarebbe fretta non essendo Lamezia l'unico Comune non in regola

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Lunedì 10 Giugno 2019 - 11:45

Mentre gli ultimi atti ufficiali erano le convocazioni della commissione consiliare chiamata ad esprimere i pareri sulle osservazioni presentate dai cittadini, non tenutesi poi per il ritorno in sella della terna commissariale ad opera della sospensiva del Consiglio di Stato, dal deputato M5S Giuseppe d’Ippolito arriva un invito a sospendere l'eventuale approvazione del Psc di Lamezia Terme, che sarebbe imminente secondo il pentastellato al netto di un procedimento che sarebbe già commissariabile non essendo stato approvato nei tempi previsti (dopo l'approvazione delle varie osservazioni l'unico altro step da seguire era l'adozione definitiva).
A riguardo il parlamentare ha scritto al prefetto di Catanzaro, Francesca Ferrandino, chiedendone il «risoluto intervento di verifica e, all’occorrenza, di pronta tutela degli interessi della comunità lametina, che deve avere i suoi organi elettivi e un Psc espressione, in ultimo, della mera volontà popolare», sebbene lo stesso ricordi che il testo in approvazione sarebbe quello proposto dalla precedente Amministrazione guidata dal sindaco Paolo Mascaro (che a sua volta l'aveva ereditato, ed in parte modificato, da quella precedente del primo cittadino Gianni Speranza), sottolineando poi come più forze politiche sarebbero contrarie «chiedendo che il Psc sia approvato dal Consiglio comunale, che a breve sarà definito dalle prossime Amministrative», anche se mancano 5 mesi a novembre. 
D'Ippolito sottolinea come «la Commissione straordinaria dovrebbe adempiere all’onere di rispondere a tutte le osservazioni di merito formulate a suo tempo da vari cittadini. Non si capisce, allora, come ciò possa avvenire. Peraltro l’adozione di uno strumento urbanistico così importante da parte di una Commissione straordinaria costituisce palese violazione dei diritti democratici, perché una volta vigente ci vorranno molti anni per poter introdurre eventuali modifiche od aggiustamenti». 
Secondo D’Ippolito «sono numerosissimi i Comuni calabresi che non hanno adottato un Psc, e tra questi i cinque capoluoghi di Provincia», il che però non è una giustificazione. Nessun accenno ai bilanci approvati anche nel 2019 fuori tempo massimo, aspetto di cui il Prefetto sarebbe informata essendo l'ente preposto ad intimare i 20 giorni dopo la scadenza pena decadenza dei consigli comunali, o dei commissari nel caso lametino.
g.g.




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