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Vigor 1919, Alessandro Torchia il tecnico scelto per l'avventura in Prima Categoria

Per quanto riguarda la rosa ci sarà da lavorare insieme alla dirigenza, perché mettendo insieme le due rose (quella del Fronti e della Vigor), si partirà prima con una parziale scrematura a cui si aggiungeranno nuovi innesti 

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Lunedì 10 Giugno 2019 - 19:56

Dopo i rumors dei giorni scorsi la Vigor 1919 comunica ufficialmente di aver affidato la direzione tecnica ad Alessandro Torchia, 40 anni all’anagrafe, ma già noto nell’ambiente e maturo professionalmente. 
«Ho iniziato con la scuola calcio con Mister Caserta alla Polisportiva Lamezia, una delle migliori scuole calcio degli anni 80/90. Da lì sono usciti fuori tanti ragazzi che poi hanno militato nelle squadre del lametino ed alcuni hanno giocato anche fuori dai confini regionali. È stata la mia unica scuola calcio da lì ho iniziato la mia scalata nelle varie categorie sino alla serie D nell’allora Comprensorio Lamezia, quindi posso dire di essere un ex Vigor», spiega Torchia, ammettendo che il calcio sia cambiato in campo: «il cambiamento c’è stato soprattutto in termini di sacrificio, nelle nuove generazioni vi è una sorta di attenuazione di questo sentimento, e chi ha vissuto sulla propria pelle tante preparazioni, chi ha solcato i campi da gioco e fatto anche tribuna sa cosa significa lasciare da parte parecchi anni della propria vita e dedicarli al calcio. Oggi credo a mio modesto parere che i ragazzi hanno non dico poca voglia, ma si stancano presto, le motivazioni possono essere molteplici ma a volte basta non giocare una o due partite per sentirsi dire “non vengo più”, ai miei tempi si facevano chilometri consapevoli magari di restare in tribuna e il martedì si riprendeva a fare allenamento, perché la passione era tanto forte da aiutare anche a superare le piccole delusioni». 
Torchia sottolinea come «è difficile passare dal campo alla panchina, gestire uno spogliatoio non è così semplice come giocare a calcio. L’esperienza calcistica può servire per poter trasferire il proprio vissuto personale all’interno del gruppo, ma il compito di allenatore è molto più arduo».
Dietro la scelta della nuova avventura in biancoverde «oltre al fatto di aver giocato nella Vigor ed avere avuto a che fare con tanti tifosi che adesso sono anche dirigenti, ad avermi convinto è proprio la qualità del progetto, portata avanti da persone serie ed umili soprattutto, guidati da un’immensa passione che è fondamentale per muovere il tutto. Spero sia una Vigor vincente, poi è il campo a parlare. Di sicuro da parte mia ci sarà il massimo impegno nel trasferire le mie idee ai ragazzi, mi piace che la squadra abbia una sua identità e che questa sia riconosciuta all’esterno. Per quanto riguarda la rosa ci sarà da lavorare insieme alla dirigenza, perché mettendo insieme le due rose (quella del Fronti e della Vigor), si partirà prima con una parziale scrematura a cui si aggiungeranno nuovi innesti per affrontare a meglio il prossimo campionato».
Le premesse son però di impostare un lavoro specifico sia sul campo che nello spogliatoio, poiché «non si possono scindere le due cose, è fondamentale secondo me, soprattutto a livello dilettantistico, lavorare sull’aspetto mentale, ma allo stesso tempo è necessario che i ragazzi siano preparati e ben posizionati in campo, ed è un lavoro che porterò avanti insieme alla dirigenza ed ai giocatori più esperti, mi piace il confronto e credo sia l’unico modo per raggiungere i propri obiettivi e fare bene», assicura Torchia non nascondendo ambizioni di alta classifica: «arrivare a maggio con il massimo obiettivo che si può raggiungere in un campionato, le aspettative sono alte, da parte mia sono molto ambizioso ma un’ambizione che non fa rima con presunzione, anzi proprio il contrario per come sono fatto caratterialmente, spero di poter trasmettere questo sentimento alla squadra ed ottenere risultati importanti».




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