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ISTITUZIONE

Il Corap annaspa tra 90 milioni di debiti, Oliverio chiede al consiglio regionale di deliberare

L’assessore Fragomeni batte cassa agli altri enti soci, il commissario Caldiero fa un bilancio negativo

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Lunedì 07 Ottobre 2019 - 20:15

Il presidente della Regione Mario Oliverio ha ricevuto i dipendenti del Corap (Consorzio regionale per lo sviluppo delle attività produttive), convocati nella sede della Cittadella a Catanzaro insieme al commissario straordinario Fernando Caldiero «per discutere – ha evidenziato Oliverio nell’introdurre l'iniziativa - sulla delicata problematica del’Ente, con un confronto franco e diretto, per evitare confusione e disorientamento. Una discussione volta all’avvio di un percorso costruttivo».

Il presidente Oliverio ha poi ricordato che «all’esame del Consiglio regionale ci sono tre proposte di legge. Spero pertanto che il Consiglio trovi una soluzione unitaria per pervenire ad un testo unico che salvaguardi l’occupazione e che garantisca le funzioni di politica industriale dell’Ente. La Regione – ha dichiarato Oliverio - a favore del Corap ha previsto nel bilancio 9 milioni  di euro fino al 2021. Auspico che si acceleri verso l’approvazione di uno strumento legislativo che consenta di attivare tutte le procedure per sbloccare i trasferimenti delle risorse necessarie al pagamento degli stipendi». Purtroppo però si è a fine mandato, e la data delle elezioni si avvicina, quando sarà resa nota.

All’incontro ha partecipato anche l’assessore regionale allo sviluppo economico e alle attività produttive Mariateresa Fragomeni la quale ha specificato che «i soci del Consorzio guidati dalla regione sono in totale 68 che, insieme alla società in house Fincalabra, detiene complessivamente il 54% delle quote». L’assessore Fragomeni parlando della legge 24/2013 per il riordino degli enti ha affermato che «è  lacunosa e di difficile applicazione» ed ha precisato che «all’inizio del 2018 l’amministrazione Oliverio ha avviato un’operazione verità e nella legge finanziaria dello stesso anno, nell’ottica del rilancio del Corap, ha previsto 9 milioni di euro per 3 anni e 27 milioni di patrimonio da passare al Consorzio. La Regione ha fatto e continua a fare la propria parte, anche dopo che nel mese di aprile del 2019 sono arrivati 10 milioni di euro di pignoramenti, altrettanto dovrebbero fare gli altri soci: Province, Camere di Commercio, sezioni locali di Confindustria e Comuni, ognuno in proporzione alle quote possedute. Ora – ha infine precisato l’assessore – è necessario fare sintesi tra le tre proposte di legge per addivenire il prima possibile ad una migliore risoluzione della problematica con l’auspicio di poter sbloccare le aggressioni dei creditori e destinare i ricavi ai dipendenti».

Il commissario Caldiero ha illustrato nel dettaglio la situazione finanziaria patrimoniale ed economica del Corap «che affonda le sue radici nel tempo, tant’è  che nel bilancio del 2016, il primo in cui si è recepita la confusione delle 5 Asi calabresi, si rilevano accantonamenti e sopravvenienze passive per circa 23,7 milioni di euro, per fatti ascrivibili proprio alle gestioni ante Corap. Nel bilancio 2016 si evidenziano perdite per gestioni antecedenti non inferiori a 30 milioni di euro. Inoltre il Corap ha una perdita di circa 3 milioni di euro annui. Si è arrivati così agli oltre 40 milioni di perdita attuali, vale a dire 30 milioni proveniente da gestioni ante accorpamento e circa 10 milioni dai tre anni successivi. Basta un breve approfondimento dei dati economici sull’andamento della 5 Asi – ha sottolineato ancora Caldiero -, relativamente al triennio antecedente, per capire come la gestione operativa fosse negativa per 3 delle 5 Aree di sviluppo industriale e, come per 2 di esse il valore della produzione fosse addirittura inferiore al solo costo del lavoro. Poi si è arrivati alla costituzione del Corap. Un Ente che oggi ha oltre 90 milioni di euro di debiti e quindi non è in grado di pagare i fornitori e gli stipendi dei lavoratori che non vengono corrisposti dallo scorso mese di luglio. Tutto ciò - ha concluso - è oggi causa di messa in liquidazione e scioglimento dell’Ente. Voglio ringraziare il presidente Oliverio e l’assessore Fragomeni per il lavoro che stanno portando avanti con l’obiettivo principale di trovare soluzioni che tutelino prima di tutto i lavoratori».




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